Tutte le stradine , i vicoli e gli edifici medievali contribuiscono a caratterizzare il centro storico ascolano, che ospita durante l’anno numerosi eventi: dal folklore della rievocazione storica della Quintana, che si svolge la prima domenica di agosto e richiama alla mente gli antichi giochi cavallereschi medievali, alla cucina marchigiana, che ha la massima espressione nella tipica e prelibata “oliva all’ascolana”, celebrata da diverse manifestazioni gastronomiche, che si svolgono proprio nelle vie del centro storico. Arte, storia e cultura gastronomica si fondono nella città di Ascoli, che, coi suoi magnifici scorci, offre una valida alternativa se ci si vuole allontanare dalla costa per esplorare il territorio.
Questa struttura ha minato il suolo urbano di Ripatransone, tanto che spesso è stato interessato da crolli. Del passato rimane una grande quantità di resti delle antiche fortificazioni medioevali ed alcuni palazzi signorili di varie epoche. Inoltre, uno dei suoi vicoli si contende il primato di via più stretta d’Italia con la Ruetta di Civitella del Tronto. Ripatransone, definita “belvedere del Piceno” per il fantastico panorama che offre ai suoi visitatori, si raggiunge in pochi minuti da Grottammare.
tra cui la più antica è la Chiesa di San Rocco, che sorge all’interno della cerchia muraria di Acquaviva. Tra le manifestazioni da segnalare, ogni anno, tra la fine di luglio e gli inizi di agosto, viene messa in scena la rievocazione storica del matrimonio tra Forasteria, figlia di Rinaldo degli Acquaviva, con Rainaldo dei Brunforte, vicario di Federico II, tuffandosi nel passato medievale della cittadina. Acquaviva Picena è un suggestivo borgo da visitare per conoscere meglio la storia del territorio piceno ed osservare una delle roccaforti più imponenti del territorio.
Secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la Santa Casa è proprio la casa di Nazareth in cui Maria nacque, fu educata e ricevette l’annuncio angelico.
La casa era costituita da una camera in muratura composta da tre pareti in pietra poste a chiusura di una grotta scavata nella roccia.
La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, secondo la tradizione, nel 1294 furono trasportate a Loreto quando i crociati furono espulsi dalla Palestina.
Documenti e scavi archeologici vanno confermando l’ipotesi che le pareti della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su una nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull’Epiro
ovvero con lo schema a ferro di cavallo, e sede di varie manifestazioni culturali durante l’anno. L’edificio più rappresentativo di Offida è sicuramente la Chiesa di Santa Maria della Rocca, un’edifico in stile romanico-gotico tra i più apprezzati nelle Marche, circondata su tre lati da altrettanti dirupi, che mostra tutta la sua imponenza sul panorama circostante. Offida è attiva anche dal punto di vista artigianale, con la famosa tradizione dell’arte del merletto a tombolo, conservata nella memoria e nelle abili mani delle donne del paese. Per quanto riguarda gli eventi, invece, il Carnevale offidano è da non perdere con le sue sfilate allegoriche e soprattutto con i caratteristici Veglionissimi all’interno del Teatro Serpente Aureo.
La scoperta delle Grotte di Frasassi (Grotta Grande del Vento) risale al 25 settembre 1971 ad opera di Rolando Silvestri del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona, che ne individuò l’entrata durante la spedizione guidata da Giancarlo Cappanera. Da allora questa cavità è entrata a far parte del Complesso carsico Grotta del Fiume-Grotta Grande del Vento di Frasassi che è stato esplorato per uno sviluppo complessivo di oltre 30 km.
La prima grande scoperta speleologica nell’area di Frasassi, quella della Grotta del Fiume, era avvenuta il 28 giugno 1948, ad opera del dottor Mario Marchetti, cofondatore del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona.
Negli anni 1950 e 1960, i gruppi del CAI (Club Alpino Italiano) di Jesi e Fabriano esplorarono le cavità della zona, tra cui, nel 1966, una diramazione lunga più di 1 km che parte dalla Grotta del Fiume.
Nel luglio 1971 un gruppo di 7 esploratori jesini venne attirato da una forte corrente d’aria che fuoriusciva da una piccola apertura. Dopo aver ampliato la dimensione del passaggio (chiamato in seguito Strettoia del Tarlo) per renderlo praticabile, gli esploratori si inoltrarono in una fitta rete di gallerie, cunicoli, pozzi e grotte per una lunghezza di circa 5 km.
Hotel Paradiso Grottammare
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